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[headlines] Malnutrizione, nuovo rapporto UNICEF sulla carenza di iodio

2008-06-30 12:35:15

America Latina ed Estremo Oriente verso il traguardo della iodurazione universale del sale da cucina

New York, 27 giugno 2008 -- L'UNICEF ha presentato oggi un nuovo rapporto sui disturbi dovuti a carenze di iodio - la principale causa singola di ritardo mentale - che esamina i progressi compiuti negli ultimi due decenni per la prevenzione del problema, le conoscenze acquisite e i principi guida per conseguire progressi futuri.

I disturbi dovuti a una dieta carente di iodio sono particolarmente dannosi durante la fase iniziale della gravidanza, in quanto ritardano lo sviluppo del feto, specialmente lo sviluppo cerebrale, provocando vari deficit intellettuali, motori e di udito.

Come evidenzia il nuovo rapporto dell'UNICEF "Sustainable Elimination of Iodine Deficiency" ("Eliminazione sostenibile delle carenze di iodio"), tali problemi sono prevenibili facilmente e a basso costo, tramite la iodurazione di tutto il sale destinato al consumo umano e animale.

«Il rapporto mostra come negli ultimi 20 anni i governi, l'industria del sale e le comunità hanno conseguito, con il sostegno dell'UNICEF, grandi progressi nell'eliminazione delle carenze di iodio attraverso la iodurazione universale del sale», ha dichiarato il Direttore associato per la nutrizione dell'UNICEF, Werner Schultink. «Molto resta però da fare, affinché tutti i bambini siano protetti».

Partnership di successo 

Le partnership sono state cruciali per il raggiungimento di tali risultati.

Organizzazioni quali The International Council for the Control of Iodine Deficiency Disorders, Kiwanis, The Micronutrient Initiative, Global Alliance for Improved Nutrition, e i Centers for Disease Control hanno collaborato con i governi e con l'industria del sale, sostenute dalle organizzazioni e dai governi dei paesi donatori.

«34 paesi hanno raggiunto la iodurazione universale del sale, ma ogni anno ancora 38 milioni di bambini nascono con il rischio di subire danni cerebrali a causa della carenza di iodio: non è dunque il caso di compiacersi degli sforzi finora compiuti per combattere il problema», ha affermato Werner Schultink.

Insieme ai paesi che hanno raggiunto la iodurazione universale del sale, vi sono due aree regionali che sono vicine a questo traguardo, cioè l'area dell'America Latina e dei Caraibi, dove l'85% delle famiglie consuma sale iodato, e quella dell'Asia orientale e del Pacifico, dove tale percentuale è dell'84%.

Altre regioni incontrano però seri problemi.

5 cose da fare per sconfiggere le carenze di iodio

Il rapporto sottolinea 5 principi guida, ricavati dalle conoscenze acquisite negli ultimi 20 anni, per completare con successo la lotta globale per l'eliminazione dei disturbi da carenza di iodio:

- Assicurare l'impegno politico: un forte e continuo impegno e la motivazione sia dei governi che dei produttori sono essenziali
- Costituire partnership e coalizioni: le partnership tra governi e donatori, tra governi e produttori di sale e tra tutti coloro che sostengono gli sforzi per l'eliminazione di tali disturbi devono essere rafforzate a tutti i livelli
- Garantire la disponibilità adeguata di sale iodato: l'industria del sale deve riconoscere il processo di iodurazione come una responsabilità fondamentale; i governi devono operare con i produttori di sale per migliorare le loro capacità, e i produttori devono mantenere e migliorare questa capacità
- Potenziare i sistemi di monitoraggio: un sistema di monitoraggio efficace e costante è essenziale. Tre tipi di monitoraggio sono necessari: 1) sul processo di iodurazione del sale dall'industria alle famiglie; 2) sul'impatto sui livelli di iodio nella popolazione e 3) sulla complessiva sostenibilità del programma
- Mantenere costanti la comunicazione e l'educazione sul fenomeno: gli interventi di comunicazione dovrebbero prevedere chiare responsabilità e includere messaggi specifici adattati ad una vasta gamma di destinatari, tra cui i leader politici nazionali, l'industria del sale, i media, i gruppi tecnici e professionali, gli insegnanti e le famiglie.

Comunicato stampa UNICEF

 

 

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