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[headlines] Thomas Hammarberg: Rapporto sulle politiche carcerarie e d'immigrazione in Francia

2008-11-21 12:34:27

"Le politiche in materia di detenzione ed immigrazione rischiano di indebolire la tutela dei diritti umani in Francia” afferma il Commissario Hammarberg nel suo rapporto

Strasburgo 20.11.2008 – "Le problematiche legate alla sicurezza non dovrebbero influire sul pieno rispetto dei diritti umani. Diverse politiche francesi in materia di detenzione ed immigrazione rischiano di indebolire la tutela di questi diritti''. Con tali parole, il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, ha presentato oggi il suo rapporto sulla Francia basato principalmente sulle condizioni di vita nelle carceri, sulla detenzione preventiva, sulla giustizia giovanile ed i diritti dei migranti.

Sebbene accogliendo con favore i progressi registrati dal rapporto del 2006, il Commissario disapprova "le condizioni di vita inaccettabili alle quali sono costretti numerosi detenuti che pagano le conseguenze del sovraffollamento, della promiscuità, del cattivo stato delle infrastrutture e dell’inadeguatezza delle condizioni igieniche” aggiungendo che "l’elevato numero dei suicidi nelle prigioni francesi è indice delle mancanze strutturali del sistema penitenziario''. Richiamando l’attenzione delle autorità nel risolvere il più rapidamente possibile tali problematiche, il Commissario ha sottolineato che "gli attuali progetti di modifiche legislative non dovrebbero ignorare i diritti fondamentali dei detenuti. È necessario predisporre delle soluzioni effettive nonché reperire i mezzi finanziari necessari per migliorare le condizioni materiali ed il trattamento delle persone affette da problemi psichici”.

Il commissario Hammarberg è inoltre preoccupato del rischio connesso a soluzioni arbitrarie nell’ambito della detenzione preventiva e richiama alla massima vigilanza. "La pericolosità, che è il criterio determinante per richiedere la detenzione preventiva, non è un concetto giuridico o scientifico chiaro”, ha dichiarato, "in determinate circostanze, per proteggere la società, devono essere intraprese delle misure severe ma il loro utilizzo non deve divenire una routine. Queste devono rappresentare piuttosto l’ultima soluzione; è innanzitutto necessario ricorrere ad altre misure per prevenire eventuali recidive”.

Con più di 3.000 minori detenuti ogni anno in Francia, il Commissario è inoltre preoccupato per le severe sanzioni adottate dalle giurisdizioni nei confronti di questi ultimi. "Senza mettere in discussione la gravità di alcuni atti commessi dai minori, il problema della delinquenza giovanile non verrà risolto con l’inasprimento delle pene. Una politica che possa dirsi riuscita necessita di misure che permettano la prevenzione, la riabilitazione e l’integrazione sociale dei giovani in difficoltà. In ogni caso deve essere data importanza all’educazione piuttosto che alla punizione”.

Inoltre, il commissario Hammarberg ha osservato che la politica d'immigrazione francese, ed in particolare le quote di immigrati irregolari da allontanare, solleva seri problemi in materia di diritti umani. "I migranti non sono dei numeri ed anche i clandestini hanno dei diritti. Molti di loro hanno contribuito allo sviluppo del paese e meritano un trattamento umano”. "Gli arresti nei dintorni delle scuole e delle prefetture non dovrebbero più verificarsi ed i migranti detenuti alla frontiera o in centri di ritenzione dovrebbero disporre di condizioni di vita rispettabili e di tempo sufficiente per formulare la loro richiesta d'asilo”. Hammarberg raccomanda una maggiore trasparenza delle procedure di regolarizzazione e di ricongiungimento familiare ed invita le autorità francesi a mettere fine alla definizione di un numero limite per l’allontanamento dei migranti irregolari.

Il rapporto prende anche in esame la situazione di rom e sinti per i quali ''è imperativo trovare delle soluzioni al fine di garantire il rispetto della loro dignità. Inoltre, dovrebbero essere abolite le diverse misure derogatorie applicate ai sinti, in particolare per ciò che riguarda il diritto di voto o i permessi di circolazione, e dovrebbe essere garantito un accesso facilitato alle cure, all'istruzione e all'occupazione”.

Infine, il Commissario esorta le autorità francesi a consultare sistematicamente le strutture nazionali per i diritti umani nonché le ONG e a difenderne l’indipendenza. "Il loro ruolo è fondamentale per garantire un monitoraggio regolare della situazione dei diritti umani. Il rafforzamento del dialogo con quest’ultime risulterebbe vantaggioso per la tutela dei diritti umani in Francia”.

Il rapporto si basa sui risultati cui il Commissario è giunto nel corso della sua visita in Francia effettuata, a fine maggio, nell’ambito delle attività di valutazione degli impegni in materia di diritti umani assunti da tutti gli stati membri del Consiglio d'Europa. Il rapporto è pubblicato assieme ad un memorandum relativo ad una visita compiuta lo scorso gennaio e alla risposta del governo.

Contatto stampa:

Stefano Montanari, Ufficio del Commissario, Cell +33 (0) 6 61 14 70 37.

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Il Commissario per i diritti umani è un’istituzione indipendente non giudiziaria del Consiglio d’Europa, il cui scopo è promuovere la sensibilizzazione e il rispetto dei diritti umani nei 47 Stati membri dell’Organizzazione. Eletto dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, l’attuale Commissario, Thomas Hammarberg, è in carica dal 1 aprile 2006.

Divisione della Stampa del Consiglio d’Europa
Tel: +33 (0)3 88 41 25 60
Fax:+33 (0)3 88 41 39 11



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