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Il Diritto all'Istruzione

Introduzione
Diritti in gioco
Strumenti di protezione e promozione regionale ed internazionale
Protezione nazionale e agenzie di servizio
Materiale per attivisti, per l'educazione e l'informazione
Altre risorse

 

Introduzione

Il diritto all'istruzione è un diritto umano fondamentale. Ogni individuo, indipendentemente dalla razza, il sesso, la nazionalità, l'etnia o le origini sociali, le preferenze religiose o politiche, età o invalidità, ha diritto ad un’istruzione elementare gratuita. Tale diritto è espresso esplicitamente nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR) delle Nazioni Unite, adottata nel 1948:

"Ognuno ha diritto ad un'istruzione. L'istruzione dovrebbe essere gratuita, almeno a livelli elementari e fondamentali. L'istruzione elementare dovrebbe essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale, dovrebbero essere generalmente fruibili, così come pure un'istruzione superiore dovrebbe essere accessibile sulle basi del merito. …" (Articolo 26)

Assicurare l’accesso all’istruzione è un presupposto per assicurare una piena realizzazione di tale diritto. Senza di esso, non è possibile garantire il diritto all’istruzione.   

La qualità dell’istruzione  rappresenta l’altro lato della medaglia. Provvedere all’accesso alle scuole assicura solo un aspetto di tale diritto. Una volta a scuola, i bambini possono essere sottoposti all’indottrinamento (es.: nei paesi comunisti).

Come stipulato dall’UDHR:

 

"... L’istruzione deve essere indirizzata verso lo sviluppo completo della personalità umana ed al rinforzo del rispetto per i diritti umani e delle libertà fondamentali. Deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l’amicizia tra ….gruppi razziali e religiosi. ..." (Articolo 26)

Il diritto all’istruzione non limita quest’ultima ad un’educazione elementare o basilare, oppure rivolta ad una certa fascia d’età. Inoltre, tale diritto non è fine a se stesso, ma uno strumento importante per migliorare la qualità della vita. L’istruzione è la chiave dello sviluppo economico e del godimento di molti altri diritti umani. Essa fornisce i mezzi attraverso i quali gli individui possono diventare consapevoli dei propri diritti e responsabilità, due elementi importanti per ottenere eguaglianza e pace.

Katerina Tomasevski, il primo Interlocutore Speciale sul diritto all’istruzione della Commissione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, sottolinea: «Esistono diversi problemi legati ai diritti umani, che non possono essere risolti, a meno che il diritto all’istruzione non sia presentato come la chiave per sbloccare gli altri diritti umani. L’istruzione funziona come un moltiplicatore, che enfatizza il godimento di tutti i diritti individuali e della libertà ove tale diritto è effettivamente garantito, mentre ove tale diritto è negato o violato gli individui sono privati del godimento di molti diritti e libertà».

Come parte del Decennio dell’Alfabetizzazione delle Nazioni Unite (2003-2012), la Commissione sui Diritti Umani preme nell’affermare che:

"(a)Per rendere effettivo il diritto all’istruzione e garantire che tale diritto sia riconosciuto ed esercitato senza discriminazioni di alcun tipo;
(b) Per prendere tutte le misure appropriate per eliminare gli ostacoli che limitano accesso effettivo all’istruzione, soprattutto per le ragazze, incluse quelle incinte, per i bambini che vivono in zone rurali, per i bambini appartenenti a minoranze etniche, per i bambini indigeni, per i bambini emigranti, per i bambini rifugiati, per i bambini spostati internamente, per i bambini vittime dei conflitti armati, per i bambini disabili, per i bambini con immunodeficienza acquisita o sindrome da immunodeficienza (HIV/AIDS) e per i bambini privati della loro libertà. " (Risoluzione 2002/23)

Quindi, l’istruzione sui diritti umani è legata al diritto all’istruzione. I diritti umani regionali ed internazionali annotati in vari documenti (dichiarazioni, risoluzioni e convenzioni), enfatizzano sul fatto che la conoscenza dei diritti umani dovrebbe essere una priorità nelle politiche educative.

 


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Diritti in prima linea

Il diritto umano all’istruzione garantisce ad ogni individuo:

1. Libertà ed istruzione elementare obbligatoria e forme di istruzione secondaria e superiore disponibili.

2. Libertà dalla discriminazione, in tutte le aree ed i livelli di istruzione ed eguale accesso ad un’istruzione secondaria ed alla formazione.

3. Informazioni sulla salute, la nutrizione, la riproduzione ed i piani familiari.

Il diritto umano all’istruzione è indicibilmente legato ad altri diritti umani fondamentali; diritti che sono universali, indivisibili, connessi ed interdipendenti, incluso il diritto a:

  • Eguaglianza tra uomo e donna ed eguale partenariato nella famiglia e nella società.
  • Lavorare e ricevere stipendi che contribuiscano ad un adeguato stile di vita.
  • Eguaglianza tra bambini e bambine a tutti i livelli, inclusi istruzione, salute, nutrimento e lavoro.
  • Libertà di pensiero, coscienza, religione e credo.
  • Libertà da discriminazione a tutti i livelli e aree di istruzione.
  • Imparare nella propria lingua.
  • Istruzione per figli di lavoratori emigranti.
  • Istruzione per disabili e non discriminazione nell’accesso all’istruzione.
  • Condivisione dei benefici del progresso scientifico.

 


Agenzie Chiave di Assistenza

Alcune agenzie nel mondo lavorano per rendere l’istruzione disponibile per tutti:

Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO)


L’obiettivo principale dell’UNESCO è contribuire alla pace e la sicurezza nel mondo, promuovendo la collaborazione tra le nazioni tramite istruzione, scienza, cultura e comunicazione. Questo estenderà il rispetto universale per la giustizia, le leggi e per i diritti umani e libertà fondamentali proclamate per tutti gli individui del mondo, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione, attraverso il Documento delle Nazioni Unite. Il Decennio dell’Alfabetizzazione delle Nazioni Unite (2003-2012) si propone di estendere l’alfabetizzazione a coloro che non vi hanno accesso. Ci sono più di 861 milioni di adulti in tale posizioni e più di 113 milioni di bambini non vanno a scuola e non hanno la possibilità di imparare a leggere o scrivere.

Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF). Creato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1946 per aiutare i bambini dopo la Seconda Guerra Mondiale in Europa, l’UNICEF fu riconosciuto come primo Fondo di Emergenza Internazionale delle Nazioni Unite per i Bambini. Nel 1953, l’UNICEF diventò una componente permanente del sistema delle Nazioni Unite con il compito di aiutare i bambini che vivevano in povertà nei paesi in via di sviluppo. Il nome fu abbreviato in Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia ed ha conservato l’acronimo UNICEF, con cui è tutt’ora conosciuto.

Credendo in un’istruzione di qualità per tutti, l’UNICEF aiuta i bambini a ricevere le cure e gli stimoli di cui hanno bisogno durante i primi anni della loro vita, incoraggiando le famiglie ad educare sia i bambini che le bambine. L’UNICEF sostiene i giovani, ovunque essi si trovino, prendendo delle decisioni accurate riguardo la loro vita e sforzandosi di costruire un mondo in cui i bambini possano vivere con dignità e sicurezza. Il lavoro dell’UNICEF si propone di assicurare che i bambini ottengano il proprio diritto all’educazione e che abbiano l’opportunità di sviluppare le proprie potenzialità in pieno. Lavorando con governi nazionali, organizzazioni non governative ed altre agenzie delle Nazioni Unite, come pure collaboratori in settori privati, l’UNICEF protegge i bambini ed i loro diritti offrendo servizi e supporto, aiutando la gestione dell’agenda politica e dei fondi nella tutela degli interessi dei bambini.

Banca Mondiale Fin da quando ha cominciato a sovvenzionare l’istruzione nel 1963, la Banca Mondiale ha provveduto più di $30 miliardi di dollari in prestiti e crediti. Finanzia correntemente 153 progetti in 79 paesi. Lavorando a stretto contatto con i governi nazionali, le agenzie delle Nazioni Unite, i donatori, le NGO ed altri collaboratori, la Banca aiuta i paesi in via di sviluppo che si sforzano di ottenere l’Educazione per Tutti (EFA), in modo da garantire l’educazione elementare a tutti i bambini, a cominciare dal 2015 e riducendo le distanze tra bambini e bambine a partire dal 2005.

Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). L’ILO è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, che vuole la promozione della giustizia sociale ed il riconoscimento internazionale dei diritti umani e del lavoro. Fondata nel 1919, è l’unica organizzazione sopravvissuta al Trattato di Versailles, il quale diede vita alla Lega delle Nazioni. Diventò la prima agenzia specializzata delle Nazioni Unite. L’ILO è conosciuta per il suo lavoro inesauribile sulla politica della formazione professionale e le strutture, ma svolge anche un programma attivo nel campo dell’educazione. La specializzazione dell’ILO sta nella sua conoscenza tecnica dettagliata di ciò che costituisce una giusta pratica di assunzione - assunzione, carriera, stipendio, condizioni di lavoro, relazioni sul lavoro – quali basi per una riforma dell’educazione e della qualità. Fin dal 1950, il lavoro dell’ILO si è concentrato sulla ricerca, la promozione e la condivisione delle informazioni sugli standard e le pratiche più appropriate. È importate (sebbene a volte sottovalutato nel lavoro del settore educativo), in quanto lo stipendio del personale educativo rappresenta tra il 60 ed il 95% delle spese governative per l’istruzione: è più alto nei paesi in via di sviluppo.


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Strumenti Regionali ed Internazionali per la Protezione e la Promozione

Gli strumenti legali internazionali prendono forma di trattati (anche detti accordi, convenzioni o protocolli), che legano gli stati coinvolti ai termini del negoziato. Quando i negoziati sono completi, il testo del trattato è stabilito quale autentico e definitivo ed è "firmato” dai rappresentanti degli stati. Uno stato può decidere di vincolarsi al trattato in vari modi. I più comuni sono: ratificazione o accesso. Un nuovo trattato è ratificato da quegli stati che hanno negoziato gli strumenti. Uno stato che non ha preso parte ai negoziati può, in un secondo momento, accedere al trattato. Il trattato entra in vigore, o diventa valido, quando un pre-determinato numero di stati ratifica o accede al trattato.

Quando uno stato ratifica o accede ad un trattato, tale stato può avanzare delle riserve verso uno o più articoli del trattato, a meno che tali riserve siano proibite dal trattato stesso. Le riserve possono di solito essere ritirate in ogni momento. In alcuni paesi i trattati internazionali hanno la precedenza sulle leggi nazionali; in altri, può essere promossa una legge specifica, in modo da poter dare ad un trattato internazionale ratificato, la forza di una legge nazionale. Praticamente, tutti gli stati che ratificano o accedono ad un trattato internazionale, devono pubblicare un decreto, cambiare le leggi esistenti o introdurre una nuova legislazione, in modo da rendere il trattato completamente efficace sul territorio nazionale.

I trattati obbligatori possono essere utilizzati per obbligare i governi al rispetto delle disposizioni del trattato, rilevanti per il diritto all’istruzione. Gli strumenti non obbligatori, quali dichiarazioni e risoluzioni, possono essere utilizzati in situazioni rilevanti per imbarazzare i governi attraverso una negativa esposizione pubblica; i governi che si preoccupano della propria immagine internazionale, potrebbero di conseguenza, adattare le proprie politiche.

Gli strumenti internazionali che seguono, proteggono e promuovono il diritto all’istruzione:

Nazioni Unite

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) (Premessa, articolo 26)
L’educazione è definita quale un diritto in sè, ma il testo dell’UDHR implica anche che essa è un mezzo verso una fine, non fine a se stessa. L’istruzione è vista come un processo attraverso il quale tutti i cittadini possono conoscere i propri diritti e responsabilità, in modo da assicurare pace e prosperità a tutte le nazioni e le genti. La definizione dell’UDHR del ruolo dell’istruzione nei e per i diritti umani, sarà ripresa in considerazione negli standard internazionali futuri.

Convenzione (No. 111) Concernente la Discriminazione in Termine di Lavoro ed Occupazione(1958) (articolo 3)
La Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) sulla Discriminazione sul Lavoro e l’Occupazione, dichiara che il suo scopo è quello di promuovere l’«eguaglianza delle opportunità e del trattamento rispetto al lavoro ed all’occupazione, con il proposito di eliminare ogni discriminazione» e si rivolge all’istruzione affinché ciò sia assicurato. Agli Stati è richiesto di «mettere in atto tale legislazione e promuovere tali programmi educativi in modo tale  da assicurare l’accettazione e l’osservanza di tale politica...» (Articolo 3)

Convenzione Contro la Discriminazione nell’Istruzione (1960)
I membri dell’UNESCO dichiarano di aver adottato due trattati al fine di eliminare la discriminazione nell’educazione. Questi includono la Convenzione contro la Discriminazione nell’Educazione del 1960 ed il Protocollo Costituente una Conciliazione e una Commissione di Buoni Uffici responsabili per la stabilizzazione di ogni disputa che possa emergere tra gli Stati Associati alla Convenzione contro la Discriminazione nell’Educazione, adottata nel 1962 ed attivata nel 1968.

Convengno Internazionale sui Diritti Economici, Culturali e Sociali (1966) (articolo 13)
Il Convegno Internazionale sui Diritti Economici, Culturali e Sociali del 1966 è il trattato principale dell’UN sui diritti politici e civili, che definisce l’educazione quale: «...volta allo sviluppo completo della personalità umana e del suo senso di dignità, con il compito di rinforzare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali... [essa] ...renderà possibile a tutti gli individui, di far parte di una società libera, promuovendo la comprensione, la tolleranza e l’amicizia tra tutte le nazioni e tutti i gruppi religiosi, razziali ed etnici, sostenendo le attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace...» (Articolo 13)

Convenzione per l’Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione contro le Donne  (1979)
La convenzione sui diritti delle donne del 1979, altrimenti detta Convenzione sull’Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione contro le Donne, spesso abbreviata come CEDAW, obbliga gli stati coinvolti a: «… prendere tutte le misure necessarie per eliminare la discriminazione contro le donne, in modo da assicurargli pari diritti che agli uomini nel campo dell’istruzione ed in particolare, per assicurare, sulla base di eguaglianza tra uomini e donne: ... L’eliminazione di ogni concetto stereotipico sui ruoli di uomini e donne a tutti i livelli ed in tutte le forme di educazione, incoraggiando la co-educazione ed altri tipi di istruzione che aiutino a raggiungere tale scopo ed, in particolare, attraverso la revisione di libri e programmi scolastici e l’adattamento dei metodi di insegnamento …» (Articolo 10)

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Unione Africana (Precedentemente Organizzazione dell’Unione Africana OAU)

Carta Africana sui Diritti Umani ed Individuali (1981) (articolo 25)
Lo strumento principale dei diritti umani dell’Unione Africana, garantisce il diritto all’istruzione sui diritti umani nella Carta sui Diritti Umani ed Individuali: «Gli Stati Parte della Carta corrente, hanno il compito di promuovere ed assicurare attraverso l’insegnamento, l’educazione e la pubblicazione, il rispetto dei diritti e delle libertà contenuti nella Classifica presente e prendere in considerazione tali diritti e libertà, come pure assicurarsi che gli obblighi ed i doveri siano compresi...» (Articolo 25)

Consiglio d’Europa

Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione intergovernativa consistente di 45 paesi. Ha il compito di difendere i diritti umani, la democrazia parlamentare e le regole della legge. Tutti i membri dell’Unione Europea fanno anche parte del Consiglio d’Europa.

Il Consiglio d’Europa ha adottato diverse dichiarazioni sul diritto al diritto umano all’istruzione.

Nella Dichiarazione sull’Intolleranza – Una Minaccia alla Democrazia del Consiglio d’Europa del 1981, è stipulato: "Il Comitato del Consiglio d’Europa decide di promuovere una consapevolezza delle richieste dei diritti umani e delle conseguenti responsabilità in una società democratica, ed a questo scopo, in aggiunta all’educazione sui diritti umani, di incoraggiare la creazione nelle scuole, dalle elementari in poi, un clima di comprensione attiva del rispetto delle qualità e culture altrui..." (Paragrafo IV.iii)

La Dichiarazione sulla Libertà e l’Informazione del Consiglio d’Europa del 1982, dichiara: «Gli stati membri del Consiglio d’Europa si propongono di identificare la loro collaborazione per promuovere, attraverso l’insegnamento e l’educazione, l’esercizio effettivo della libertà di espressione ed informazione; [e] c) promuovere il flusso gratuito di informazioni, così da contribuire alla comprensione internazionale, una migliore conoscenza delle convinzioni e tradizioni, rispetto per la diversità delle opinioni e mutuo arricchimento delle culture…» (Paragrafo 3.b)

La Dichiarazione sull’Eguaglianza di Uomini e Donne del 1988 del Comitato del Ministro del Consiglio d’Europa, dichiara: «Gli stati membri del Consiglio d’Europa insistono sull’importanza per il successo delle strategie suddette, sull’informare ed educare gli individui nei modi più appropriati, aiutandoli a realizzare le ingiustizie e gli aspetti negativi delle ineguaglianze dei diritti, dei trattamenti e delle opportunità, insieme al bisogno di un’inesorabile vigilanza, per prevenire o rimediare ad ogni atto di discriminazione basata sul sesso...» (Paragrafo 7)

 

ORGANIZZAZIONE DEGLI STATI AMERICANI (OAS)

Protocollo di San Salvador: Protocollo Supplementare alla Convenzione Americana sui Diritti Umani nell’Area dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (1988) (articolo 13)
Questo Protocollo Supplementare fu adottato nel 1988 ed è entrato in vigore il 16 novembre 1999. Si focalizza sugli obblighi dello stato di promuovere i diritti umani sociali, economici e culturali, incluso il diritto all’istruzione. Ciò dimostra che gli stati possono rispettare tali obblighi, attraverso la promulgazione della legislazione, rinforzando le misure di protezione e trattenersi dalla discriminazione.

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Protezione Nazionale ed Agenzie di Servizio

Secondo la legge internazionale sui diritti umani, i governi sono responsabili della creazione di leggi ed agenzie di servizio per proteggere il diritto all’istruzione per tutti. I cittadini possono poi servirsi del sistema legale ed altri meccanismi disponibili per fare causa ad individui o gruppi che violano i diritti umani. Tuttavia, la richiesta chiave del diritto all’istruzione di rendere l’educazione elementare gratuita ed obbligatoria, non è stato ancora tramutata in realtà. Dispetto le disposizioni dei trattati internazionali sui diritti umani e la Convenzione sui Diritti del Bambino, in cui è sostenuto il diritto all’istruzione per ogni bambino, circa 120 milioni di bambini, due terzi dei quali bambine, ancora non hanno accesso ad un’istruzione.

Da notare, la maggior parte dei bambini che hanno accesso ad una scuola, sono poveri e vengono da famiglie gravemente indebitate, e vivono in paesi in guerra o appena usciti dalla guerra.

La tavola in basso spiega che ci sono 44 paesi dove non c’è alcuna garanzia costituzionale del diritto all’istruzione, mentre esiste una tale garanzia in altri 142 paesi.

Impegni rafforzati ed allargati per l’eguaglianza dei sessi, non hanno ancora reso l’eguaglianza dei sessi una realtà nell’educazione. Spesso è difficile avere delle bambine a scuola in quanto l’educazione, quale settore singolo, non genera abbastanza stimoli per i genitori delle bambine. Se pure queste ricevono un’educazione, le bambine non possono usare quello che hanno imparato per sostenersi e/o aiutare i propri genitori. La scuola sembra non avere alcun beneficio quando le donne non hanno accesso al lavoro, non hanno scelta per quanto riguarda sposarsi o avere bambini e non hanno opportunità di una rappresentanza politica.

I bambini possono essere rifiutati in una scuola anche perché indigeni, rifugiati o perché sprovvisti di documenti di identificazione. In molti paesi, gli immigrati non hanno un diritto all’istruzione legalmente riconosciuto, esclusi i bambini richiedenti asilo e rifugiati.

Inoltre, i bambini disabili possono essere esclusi dalla scuola, dispetto quello che la legge dice, perché gli stabilimenti non rendono l’accesso possibile, il personale non è adeguatamente preparato e l’ambiente è ostile. Provvedere un’educazione ai bambini disabili può richiedere di incrementare i costi. Tuttavia, un’educazione negata, non sempre si basa unicamente sui costi.

La realizzazione del diritto all’istruzione, dipende dalla creazione di un’effettiva struttura concettuale, basata sull’eguaglianza dei diritti e sugli interessi migliori di ogni bambino. Le scuole si dovrebbero adattare ad ogni bambino, piuttosto che rigettare quelli definiti «difficili da educare». Le politiche educative, i programmi di studio della scuola, il materiale educativo, ogni programma di apprendistato, dovrebbero riflettere ed essere sviluppati a seconda dei principi del diritto umano. I concetti ed i valori dei diritti umani dovrebbero essere parte integrante di tutto il processo educativo. Ogni programma educativo o di formazione, per essere consistente con i principi sui diritti umani, dovrebbe fornire conoscenza ed informazione sui diritti umani e cercare di sviluppare atteggiamenti e comportamenti rispettosi di tali diritti. Ciò dovrebbe includere lo sviluppo di abilità di base, quali pensiero critico, comunicatività, risoluzione dei problemi e negoziati, quali essenziali all’attuazione degli standard dei diritti umani. Siccome è risaputo che i bambini imparano tramite osservazione piuttosto che esortazione, il riconoscimento dei loro diritti nell’istruzione, può altamente facilitare l’educazione ai diritti umani.

L’orientamento ed i contenuti dei programmi di formazione ed i libri di testo, i diritti ed i doveri degli insegnanti, i metodi di istruzione, la protezione contro la violenza, il linguaggio dell’istruzione e l’applicazione della disciplina scolastica, dovrebbero riflettere ed essere costruiti sui principi ed i valori dei diritti umani. Il riconoscimento dei diritti umani nell’educazione, è un prerequisito necessario per l’insegnamento dei diritti umani. Questi ultimi non possono essere insegnati ed imparati in un ambiente che si oppone ad essi.

La salvaguardia dei diritti umani è stata indirizzata particolarmente all’educazione obbligatoria poiché, come la Corte Suprema degli Stati Uniti ha notato, la presenza è volontaria e l’educazione obbligatoria coinvolge il potere coercitivo degli Stati. Il rispetto per la libertà dei genitori di avere i propri bambini educati secondo le proprie convinzioni religiose, morali o filosofiche, è stato affermato in tutti i trattati generali sui diritti umani ed è continuamente soggetto di dispute. La Corte Europea dei Diritti Umani ha affermato che la legge sui diritti umani «richiede che gli Stati rispettino attivamente le convinzioni dei genitori all’interno della scuola pubblica» e la (precedente) Commissione Europea sui Diritti Umani ha aggiunto che l’obbligo degli Stati di rispettare le convinzioni dei genitori «proibisce ogni indottrinamento degli scolari». La legge internazionale sui diritti umani obbliga anche gli Stati a rispettare la libertà dei genitori e delle comunità di operare nelle scuole. Il fondamento logico è, nelle parole della Corte Suprema di Spagna, rimuovere il monopolio degli Stati nell’educare e proteggere il pluralismo educativo.

È importante ricordare che i bambini non sono legalmente soggetti del diritto all’istruzione, ma piuttosto oggetti di un accordo tra i loro genitori e la loro scuola.

 

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Materiale per Istruzione, Formazione ed Avvocatura

Per avvocati

Standard Internazionali sui Diritti Umani ed Istruzione (Amnesty International)
Questo documento sottolinea gli obblighi che i governi hanno nell’implementare l’educazione su e per i diritti umani. Esamina i cambiamenti occorsi sin dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, che per prima stabilì l’educazione quale componente essenziale nella protezione dei diritti umani.

Manuale sull'Eucazione basata sui Diritti: Richieste Globali Semplificate sui Diritti Umani  (Katarina Tomasevski)
Lo scopo di questo manuale è provvedere all’educazione basata sui diritti una guida facile, unica, che spiega i diritti umani internazionali riferendosi a numerosi esempi basati su specifici paesi. Essa presenta i diritti umani chiave rivolti a bambini, genitori e governi e gli obblighi inerenti, specialmente dei governi, che devono essere rispettati per adempiere tali diritti, sommando ed analizzando i maggiori trattati e convenzioni sui diritti umani dal punto di vista dell’educazione.

Prevenire la Corruzione nel Sistema Educativo: Una guida pratica (Katharina L. Ochse)
Questa guida pratica si rivolge a colore responsabili per progetti di cooperazione di sviluppo volti a promuovere riforme nel settore dell’educazione.

Per i responsabili delle decisioni politiche

Una Scuola per i Bambini con Diritti: l’Importanza della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino per una politica moderna sull’educazione (Thomas Hammarberg, Centro Internazionale per lo Sviluppo del Bambino UNICEF)
Questo documento analizza, basandosi sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Bambini (CRC), otto aree per una riforma progressiva nell’educazione: accesso universale, uguali opportunità, contenuto appropriato dell’insegnamento, radici culturali e valori globali, nuovi metodi di apprendimento, rispetto reciproco, partecipazione degli studenti e ruolo di insegnanti, genitori e comunità.

 

Per gli educatori

Il Nostro Libro sui Diritti dei Bambini (Programma di Educazione dei Diritti Umani -Pakistan)
Questo libro dalle fotografie multicolori si basa sulla Convenzione sui Diritti del Bambino ed è concepito per essere usato da studenti ed insegnanti quale introduzione ai diritti dei bambini e le responsabilità.

 

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Altre Risorse

Opportunità di corsi e apprendistato sul diritto all’istruzion e l’educazione sui diritti umani

Conversazione riguardo il lavoro minorile ed il diritto all’educazione con un Rappresentante Speciale dell'UN sui Diritti all'Educazione

Organizzazioni che promuovono e proteggono il diritto all'istruzione

 

 

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Questa guida è stata redatta da Fatmira Myteberi. Traduzione: Lucia Di Gaeta.

Copyright © Human Rights Education Associates (HREA), 2003. Tutti i diritti riservati.

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