| 2012-11-12 21:36:20
UNHCR, 9 novembre 2012 -- L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) accoglie con favore la decisione del governo brasiliano di garantire la residenza permanente a quasi 2mila ex rifugiati angolani e liberiani. Il nuovo status di questo gruppo di persone è stato confermato con un decreto del Ministro della giustizia dello scorso 26 ottobre. Il provvedimento era stato adottato dalle autorità brasiliane in materia di migrazioni a seguito di una raccomandazione lanciata dall'UNHCR a livello globale lo scorso mese di gennaio. L'Agenzia chiedeva agli stati di applicare le clausole di cessazione a queste due situazioni di rifugiati e raccomandava ai paesi d'asilo di favorire l'integrazione locale o di garantire uno status alternativo per coloro che non erano più rifugiati. Il Brasile diventa così il primo paese dell'America Latina - e di tutti i continenti al di fuori dell'Africa - ad adottare tali raccomandazioni dell'UNHCR. Secondo le statistiche fornite dallo stesso governo, 1.681 rifugiati angolani e 271 liberiani beneficeranno della decisione, quasi il 40% della popolazione complessiva di rifugiati di tutto il paese. Comprendendo le persone interessate dal recente provvedimento di cittadinanza, il Brasile accoglie circa 4.600 rifugiati riconosciuti, tra i quali anche 700 provenienti dalla Colombia e 497 dalla Repubblica Democratica del Congo. In base al decreto i rifugiati angolani e liberiani avranno 90 giorni - a partire dalla notifica da parte del governo - per contattare il Dipartimento di polizia federale e richiedere il visto di residenza permanente. I rifugiati dovranno soddisfare almeno una delle seguenti 4 condizioni: aver vissuto in Brasile come rifugiato riconosciuto negli ultimi 4 anni; essere assunto da una compagnia privata o pubblica registrata presso il Ministero del lavoro; essere un lavoratore specializzato con competenza formalmente riconosciuta; gestire la propria attività economica in conformità con la legislazione nazionale. Non potranno acquisire la residenza permanente i rifugiati condannati per qualsiasi reato penale. I rifugiati angolani e liberiani sono ben integrati nella società brasiliana, soprattutto nelle città di Rio de Janeiro e San Paolo. Molti di loro sono coniugati con cittadini brasiliani e hanno figli di nazionalità brasiliana. L'UNHCR ritiene che la maggioranza degli ex rifugiati angolani e liberiani avrà i requisiti per rimanere nel paese. La maggior parte di loro è arrivata in Brasile negli anni '90, in fuga dalle guerre civili che costrinsero milioni di persone ad abbandonare le proprie case. In Angola, in oltre 40 anni di conflitto armato (1961-2002), più di 4 milioni di persone sono fuggite dalle proprie aree d'origine, pur restando all'interno dei confini nazionali, mentre altre 600mila hanno cercato rifugio all'estero. In Liberia invece sono state due guerre civili (1989-1996 e 1999-2003) a provocare la fuga di migliaia di persone. La firma di accordi di pace, che hanno visto il coinvolgimento di diversi attori, ha posto fine a entrambe le guerre. I richiedenti asilo provenienti dai paesi dell'Africa occidentale e centrale hanno raggiunto il Brasile perlopiù in aereo, mentre solo una minoranza di loro ha viaggiato in nave. Coloro che provengono dall'Africa orientale e dal Corno d'Africa - oltre che da paesi asiatici come Afghanistan e Bangladesh - invece volano generalmente su Dubai e poi raggiungono il Brasile via Panama ed Ecuador.
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