| 2012-08-19 15:41:43
UNHCR, 17 agosto 2012 -- L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta studiando le modifiche proposte questa settimana in Australia da un gruppo di esperti e la legge che è stata approvata dal parlamento, in base alla quale le istanze dei richiedenti asilo saranno esaminate in centri extraterritoriali su isole in mezzo al Pacifico (centri offshore).
Tali proposte sollevano molte e complesse questioni di carattere giuridico, di protezione, di politica e di tipo operativo. L'Agenzia riconosce il valore positivo di quelle parti della proposta che riguardano una capacity building a livello regionale nel sud-est asiatico, giá da lungo tempo sostenuta dall'UNHCR. Sono invece i forti elementi di deterrenza contenuti nella ri-istituzione di procedure d'esame offshore nel Pacifico che destano preoccupazione e fanno sorgere molte questioni.
La preferenza dell'UNHCR resta quella di un accordo che consenta ai richiedenti asilo di arrivare su imbarcazioni in territorio australiano e in base al quale le loro istanze siano esaminate nel paese. Ciò sarebbe coerente con la pratica generale.
La decisione del governo di consentire procedure offshore - attivata dalla legislazione approvata dal parlamento - costituisce un'eccezione a tale pratica generale. L'UNHCR vuole scongiurare che si ripetano i lunghi ritardi nei centri per richiedenti asilo e rifugiati su isole remote, prima che vengano individuate soluzioni durevoli per la loro situazione. L'Agenzia esprime inoltre preoccupazione per l'impatto psicologico sugli individui che ne sarebbero coinvolti.
È essenziale che ogni misura che preveda il trasferimento di richiedenti asilo contenga - sia nella sua parte formale che nella sua implementazione concreta - le garanzie sui diritti umani fondamentali e in materia di protezione che sono richieste agli stati che hanno aderito alla Convenzione.
L'UNHCR auspica di discutere presto i dettagli delle modifiche con il governo australiano.
| |