Introduzione Diritti in gioco Strumenti di protezione e promozione regionale ed internazionale Protezione nazionale e agenzie di servizio Materiale per attivisti, per l'educazione e l'informazione Altre risorse
Introduzione
Che cosa sono le tendenze sessuale?
Le tendenze sessuali rappresentano una forte attrazione emotiva, romantica, sessuale o affettiva verso un'altra persona. Possono essere distinte da altri aspetti della sessualità inclusi il sesso biologico, l"identità di genere (il senso psicologico dell’essere uomo o donna) ed ulteriori regole sociali (aderenza alle norme culturali per il comportamento maschile e femminile).
Le tendenze sessuali spaziano da un’omosessualità ad un’eterosessualità esclusiva ed include varie forme di bisessualità. Le persone bisessuali possono provare un’attrazione sessuale, emotiva e affettiva verso individui del loro stesso sesso o opposto. Individui con tendenze omosessuali sono talvolta definiti gay (sia uomini che donne) oppure lesbiche (solo donne).
Le tendenze sessuali sono diverse dal comportamento sessuale in quanto si riferiscono ai sentimenti ed ad un’identità personale. Gli individui possono esprimere le proprie tendenze sessuali nei loro comportamenti oppure non farlo. La parola omosessuale è di solito evitata a causa del suo valore negativo, dovuto anche al modo in cui è stata adoperata nel passato.
Le tendenze sessuali rappresentano un concetto relativamente recente nel campo dei diritti umani e riscuotono delle controvergenze a livello politico. I pregiudizi, gli stereotipi negativi e la discriminazione impregnano profondamente il nostro sistema di valori ed i modelli comportamentali. Per molti ufficiali politici ed opinionisti, l’espressione di pregiudizi omofobici resta legittima e rispettabile, in un modo invece ritenuto inaccettabile da altre minoranze.
I principi che conducono all’approccio dei diritti sulle tendenze sessuali sono l’eguaglianza e la non discriminazione. Gli avvocati, i legislatori e gli altri attivisti dei diritti umani cercano di assicurare la giustizia sociale e garantire la dignità di lesbiche, gay e bisessuali.
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Diritti in gioco
Le lesbiche, i gay ed i bisessuali non richiedono alcun diritto "speciale” o "aggiuntivo”, ma solo che i diritti siano osservati allo stesso modo che per individui eterosessuali.
Le lesbiche, i gay, i bisessuali ed i transessuali (LGBT) sono privati - sia dalla legge o dalle abitudini - dei diritti civili basilari, politici, sociali ed economici. Le seguenti violazioni sono state comprovate in diverse parti del mondo:
In molti paesi le lesbiche, i gay ed i bisessuali sono negati dell’eguaglianza dei diritti davanti alla legge attraverso disposizioni o abitudini criminali speciali, che si basano sulle tendenze sessuali. Di solito la legge promuove un’età di consenso più alta per relazioni eterosessuali a paragone con quelle omosessuali.
Il diritto alla non discriminazione ed alla libertà dalla violenza e dagli attacchi sono solitamente negati con l’omissione delle tendenze sessuale nelle leggi anti discriminazione, nei proveddimenti costituzionali ed per altri abusi.
Il diritto alla vita è violato in stati in cui la pena di morte è applicata per la sodomia.
Il diritto alla libertà dalle torture o dalla crudeltà, dai trattamenti inumani o degradanti è infrinto dagli abusi della polizia, nelle investigazioni o nel caso della detenzione di lesbiche, gay o bisessuali.
Gli arresti arbitrari occorrono in alcuni paesi, verso individui sospettati di avere una tendenza omosessuale o bisessuale.
Il movimento per la libertà è negato a coppie di nazionalità diverse quando non si riconosce la loro relazione omosessuale.
Il diritto ad un giudizio imparziale è spesso condizionato dai pregiudizi dei giudici e dagli altri ufficiali della legge.
Il diritto alla privacy è negato dall’esistenza della “legge sulla sodomia”, che si applica a lesbiche, gay e bisessuali, anche se la relazione è privata con adulti consensienti.
I diritti di libertà di espressione ed associazione libera possono essere negati sia esplicitamente dalla legge oppure le lesbiche, i gay ed i bisessuali non possono gioirne a causa del clima omofobico in cui vivono.
La pratica della religione è solitamente restrittiva per lesbiche, gay e bisessuali, specialmente nel caso di chiese che predicano contro di loro.
Il diritto al lavoro è il più condizionato dal punto di vista dei diritti economici: molte lesbiche, gay e bisessuali sono licenziati a causa delle loro tendenze sessuali o discriminati sul lavoro.
I diritti alla sicurezza sociale, assistenza e benefici, così come gli standard di vita, ne risentono quando tali individui devono rivelare la propria identità ai loro compagni o alle loro compagne.
Il diritto alla salute mentale e fisica è in conflitto con la politica discriminatoria e gli abusi, l’omofobia di alcuni fisici, la mancanza di un tirocinio adeguato per il personale riguardo soggetti relative alle tendenze sessuali o il preconcetto generale che tutti i pazienti siano eterosessuali.
Il diritto alla formazione di una famiglia è negato dal governo nel non riconoscere famiglie dello stesso sesso e negando i diritti altrimenti garantiti dallo stato per le famiglie eterosessuali che non hanno un riconoscimento legale e tuttavia gioiscono di alcuni privilegi. Anche i bambini possono essere privati della protezione contro la separazione dei genitori sulla base delle tendenze sessuali dei parenti stessi. Gli individui e le coppie lesbiche, gay e bisessuali non hanno il diritto di adottare un bambino, anche se il bambino appartiene al loro partner (dello stesso sesso).
Gli studenti lesbiche, gay e bisessuali potrebbero non ricevere il diritto all’educazione a causa del clima pericoloso creato dai loro amici o educatori a scuola.
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Strumenti Regionali e Internazionali per la Protezione
Gl strumenti legali internazionali hanno forma di trattato (o consenso, convenzione, protocollo) che può vincolare gli stati coinvolti. Una volta che i negoziati sono terminati, il testo del trattato è stabilito quale autentico e definitivo ed è “firmato” dai rappresentanti degli stati. Ci sono vari modi in cui uno stato esprime il proprio consenso e lo vincola con un trattato. Quelli più comuni sono la ratificazione o accessione. Un nuovo trattato è “ratificato” dagli stati che hanno negoziato. Uno stato che non ha partecipato al negoziato può “accedere” al trattato in un secondo momento. Il trattato entra in forza una volta che un certo numero di stati ha ratificato il trattato.
Quando uno stato ratifica o accede ad un trattato, esso può presentare delle riserve verso uno o più articoli del trattato, a meno che tali riserve non siano proibite. Le riserve possono di solito essere ritirate in ogni momento. In alcuni paesi, i trattati internazionali hanno la precedenza sulla legge nazionale; in altri, una legge specifica può richiedere che sia stipulato un trattato internazionale, ratificato o accesso, per rinforzare la legge nazionale. In pratica, tutti gli stati che hanno ratificato o accesso un trattato internazionale, devono generare dei decreti, correggere la legge esistente o introdurre una nuova legislazione in modo da rendere il trattato pienamente effettivo sul territorio nazionale.
I trattati vincolanti possono essere usati per rinforzare il governo nel rispettare le disposizioni rilevanti ai diritti umani dei LGBT. Strumenti non vincolanti, quali dichiarazioni e risoluzioni, possono essere usati in situazioni rilevanti per imbarazzare il governo con l’esposizione pubblica (per governi che si preoccupano della loro immagine internazionale).
I trattati internazionali e regionali seguenti determinano gli standard per la protezione di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali:
STATI UNITI
Convenzione ILO (No. 111) sulla Discriminazione sul Lavoro o l’Occupazione (1958) - Articolo 1. Questo trattato dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, non proibisce in sé la discriminazione sulla base delle tendenze sessuali, ma permette ai partiti di aggiungere altro. In Australia, l’attuazione della Convenzione sulla legge domestica, ha contribuito ad evitare di bandire individui gay o lesbiche dalle forze armate nel 1992.
Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici (1996) (Articolo 2, 26) La Convenzione – il maggior trattato sui diritti civili e politici – è molto importante per l’orientamento sessuale poiché nel 1994, durante il caso Toonen contro l’Australia, il Comitato per i Diritti Umani pronunciò che il riferimento a “sesso” nell’Articolo 2, paragrafo 1 (non discriminazione) e 26 (eguaglianza davanti alla legge) dell’ICCPR dovrebbero includere le tendenze sessuali. Come risultato di questo caso, l’Australia abrogò la legge criminalizzante gli atti sessuali tra uomini in Tasmania. Con questo caso, il Comitato per i Diritti Umani creò un precedente con il sistema dei diritti umani nell’UN, indirizzando la discriminazione contro lesbiche, gay e bisessuali.
Convenzione contro le Torture ed altri Trattamenti o Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti (1984) (articolo 1) Il trattato è importante in quanto non si limita a stati personaggio (governi), come testa ampiamente il concetto di tortura nell’Articolo 1: “ogni atto in cui sia intenzionalmente inflitta pena o sofferenza, sia fisica che mentale, su un individuo con il proposito di ottenere da lui o da una terza persona delle informazioni o una confessione, per punirlo di un atto che lui stesso o una terza persona ha commesso o sia sospettato di aver commesso, o per intimidire o estorcere o per ogni altra ragione che si basi su discriminazioni di qualsiasi natura, in cui pena o sofferenza sono inflitte da o per istigazione di o con il consenso e l’approvazione di un pubblico ufficiale o di un altro individuo atto in posizione ufficiale”. Questo mostra l’intenzione di indicare i casi che rientrano nello scopo del trattato ove uno stato non investiga o previene suddetti atti.
Convenzione sull’Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne (1979) Questo trattato può essere rilevante nel caso di discriminazione contro donne lesbiche, bisessuali o transessuali.
Convenzione sui Diritti dei Bambini (1989) (articolo 2) L’Articolo 2 della Convenzione dei Bambini proibisce la discriminazione e richiede che il governo assicuri protezione contro tale discriminazione. Questo trattato può essere rilevante per la discriminazione sulle tendenze sessuali di genitori lesbiche, gay o bisessuali.
Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Fin dall’aprile del 1993 l’Alto Commissario per le Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha riconosciuto diversi Pareri Consultivi per cui gay e lesbiche si qualificano quali membri di un “gruppo sociale particolare” per il presupposto della Convenzione del 1951 e del Protocollo Relativo allo Stato di Rifugiati del 1967. Nella sua pubblicazione “Proteggere i Rifugiati”, l’UNHCR afferma: “Gli omosessuali possono qualificarsi per lo status di rifugiati sulla base delle persecuzioni a causa della loro appartenenza ad un particolare gruppo sociale. È politica dell’UNHCR che gli individui soggetti ad attacchi, trattamenti inumani o discriminazioni varie a causa della loro omossessualità, ove i governi siano inabilitati o non desiderino proteggerli, siano riconosciuti quali rifugiati." (UNHCR/PI/Q&A-UK1.PM5/Feb. 1996)
I meccanismi extra convenzionali dell’UN
I meccanismi non basati sui trattati dell’UN sono particolarmente utili nel caso di situazioni di emergenza. La Commissione per i Diritti Umani – il corpo principale in seno all’UN per la discussione dei diritti umani, che adotta risoluzioni o inizia nuovi trattati – lavora principalmente attraverso i suoi Inviati Speciali (suddivisi per paese e temi) ed i suoi Gruppi di Lavoro.
Due di questi Inviati Speciali hanno riportato gli orientamenti sessuali nei loro rapporti ed azioni: il Rapporto Speciale sulle Esecuzioni Extra Giudiziarie Arbitrarie e Sommarie ed il Rapporto Speciale sulla Violenza contro le Donne.
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UNIONE AFRICANA (prima Organizzazione dell’Unità Africana, OAU)
Carta Africana sui Diritti Umani e della Popolazione (1981) Questo trattato fu adottato dall’Organizzazione dell’Unità Africana (ora Unità Africana) ed è lo strumento più adottato ed accettato per i diritti umani, essendo stato ratificato da più di cinquanta paesi. Esso condanna la discriminazione e provvede per alcuni diritti. Tuttavia, fino ad oggi, il corpo che monitora e rafforza tale Carta – la Commissione Africana per i Diritti Umani e della Gente – non ha ancora ufficialmente deliberato sull’orientamento sessuale.
CONSIGLIO EUROPEO
Convenzione per la Protezione dei Diritti Umani ed i Fondamenti della Libertà (1950) (articolo 8, 14) Le tendenze sessuali non sono menzionate esplicitamente in alcuna delle disposizioni della Convenzione. Tuttavia la rilevanza della Convenzione stessa (di solito chiamata Convenzione Europea sui Diritti Umani, abbreviata in ECHR) fu stabilita in una serie di casi ove la Corte Europea sui Diritti Umani aveva trovato che la discriminazione nella legge criminale delle relazioni private consensienti tra adulti fosse contraria al diritto del rispetto per la vita privata nell’articolo 8 ECHR (Dudgeon v UK, 1981, Norris v Ireland, 1988, Modinos v Cyprus, 1993). La corte fu il primo corpo internazionale a riconoscere che le leggi criminali per l’orientamento sessuale violavano i diritti umani e possedeva la giurisprudenza piú grande in cui si discuteva di soggetti riguardanti l’orientamento sessuale. Il caso includeva anche una decisione della Commissione Europea sui Diritti Umani del 1997 (il primo corpo per reclami individuali) per cui un’etá di consenso per atti omosessuali piú elevata di quella di atti eterosessuali, rappresentava un atto discriminatorio contrario all’articolo 14 ECHR nel rispetto del beneficio del diritto alla privacy. (Sutherland v UK).
Riguardo la discriminazione per orientamenti sessuali nei ranghi militari, la Corte affermò che bandire omosessuali dal servizio militare fosse una rottura dell’articolo 8 ECHR (Lustig-Prean and Beckett v UK, 2000). Inoltre, nel 2000, la Corte stabilì che l’imputazione di un uomo per aver avuto rapporti omosessuali di gruppo in privato, fosse una violazione della Convenzione da parte dello Stato (A. D. T v UK).
La Corte stabilì, durante il processo Salgueiro da Silva Mouta v Portugal, che ad un padre omosessuale non puó essere negata la custodia dei suoi figli sulla base delle sue preferenze (omo) sessuali, poiché questo infringeva il diritto del padre di prendere parte alla vita familiare e l’Articolo 14 ECHR (non discriminazione) doveva essere interpretato come inclusivo delle tendenze sessuali.
Tuttavia, il punto di vista della Corte sulle tendenze sessuali rispetto l’applicazione della Convenzione, presenta qualche limite. La Corte sostiene che le pratiche sadomaso gay, anche se in privato e con adulti consenzienti, possono essere giudicate per motivi di salute. (Laskey, Jaggard, e Brown v UK, 1997).
La Corte decide anche che il diritto per il rispetto della privacy e la vita familiare, non è applicabile nel caso di una relazione transessuale e conferma la decisione del Regno Unito per cui solo un individuo biologicamente riconosciuto quale maschio, e non un transessuale, può essere riconosciuto quale padre. (X, Y and Z v UK, 1997).
Carta Sociale Europea (1961) Questo trattato protegge i diritti sociali ed economici ed il Comitato Europeo dei Diritti Umani esamina i dati sugli statuti sui diritti umani. Esso può udire solo le opinioni da gruppi che hanno uno status consultivo con il Consiglio Europeo quali l’Associazione Internazionale di Gay e Lesbiche (ILGA).
Il Comissario per i Diritti Umani, fu deluso dal Consiglio Europeo nel 1990. L’ufficio per il Commissario dei Diritti Umani è un’istituzione indipendente all’interno del Consiglio Europeo che si propone di promuovere la consapevolezza ed il rispetto dei diritti umani negli Stati membri. Il Commissario può ricevere lamentele individuali ed indirizza questioni sull’orientamento sessuale nei suoi rapporti e le visite agli stati membri.
L'Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo ha un importante ruolo nel monitorare le situazioni che coinvolgono i diritti umani negli stati membri e negli stati che richiedono l’iscrizione al Consiglio Europeo. Molti stati hanno abrogato le loro leggi contro lesbiche, gay e bisessuali prima di essere ammessi come membri oppure hanno cercato di conformarsi facendo diverse promesse quando stavano per diventare membri del Consiglio.
L'Assemblea ha adottato una serie di risoluzioni (non vincolanti) e raccomandazioni riguardo le tendenze sessuali e gli standard del Consiglio Europeo:
Raccomandazione 924/1981 fu mirata alla fine delle discriminazioni contro lesbiche, gay e bisessuali e fu seguita da diverse risoluzioni che richiedevano agli Stati Membri di garantire diritto d’asilo a coloro che fossero perseguiti sulla base delle loro tendenze sessuali, garantendo la residenza ed i diritti di immigrazione a coppie omosessuali bi-nazionali che fossero uguali a quelli delle coppie di fatto dello stesso sesso.
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UNIONE EUROPEA (EU)
Diverse leggi dell’Unione Europea offrono protezione contro la discriminazione basata sulle tendenze sessuali ed ulteriori richieste richiamano i diritti umani nei paesi in ascesa.
I trattati alla fondazione dell’EU furono rivisti nel Trattato di Amsterdam, che permetteva all’EU di combattere la discriminazione sessuale. Il 1 maggio 1999, lo statuto che segue, Articolo 13 Trattato EC, fu dibattuto nel primo trattato internazionale che esplicitamente proteggeva le tendenze sessuali: "[…] il Consiglio all’unanimità su una proposta della Commissione e dopo aver consultato il Parlamento Europeo, prenderà azioni appropriate per combattere la discriminazione basata sulle origini sessuali, razziali ed etniche, sulla religione o altri credi, sulle invalidità, l’età e le tendenze sessuali".
Nel dicembre del 2000, il Consiglio adottò una Struttura Direttiva sull’Eguaglianza sul Lavoro generale (vincolante), che proibiva discriminazione diretta ed indiretta sulla base di credi e religione, età, invalidità o tendenze sessuali. La Struttura Direttiva vincola gli stati membri, mentre gli stati che richiedono di essere inclusi, devono implementare la Direttiva prima di unirsi all’EU.
La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea è il codice EU sui diritti fondamentali e fu proclamata nel dicembre del 2000 a Nizza. La Carta al momento non è un documento vincolante, ma importante in quanto esprime la visione dell’EU sui diritti umani. Per lesbiche, gay e bisessuali, la Carta è importante a causa del valore altamente non discriminante dell’Articolo 21 (1): "Ogni discriminazione che si basi sulla sessualità, la razza, il colore, le origini etniche o sociali, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o il credo, le opinioni politiche o di altra natura, l’appartenenza a minoranze nazionali, la proprietà, la nascita, le invalidità, l’età o le tendenze sessuali deve essere proibita".
Il Parlamento Europeo (EP) ha approvato una serie di risoluzioni (non vincolanti) sui diritti umani e le tendenze sessuali. La prima, adottata nel 1984, che reclamava le discriminazioni sul lavoro che si basassero sulle tendenze sessuali. Nel 1994 il Rapporto “Roth” descriveva la varietà di discriminazioni contro lesbiche e gay nell’EU ed il Parlamento sottopose una raccomandazione per abolire tutte le forme di discriminazione sessuale. Sebbene il suo potere sia limitato, l’EP può influenzare politicamente il Consiglio e la Commissione, come quando nel 1999, richiese di “ sollevare la questione della discriminazione contro omosessuali durante i negoziati per l’ammissione, ove necessario”. Riguardo l’ampliamento dell’Unione Europea, l’EP ha adottato una risoluzione nel 1998 per cui “non avrebbe fornito il proprio consenso all’accesso di paesi che, nella propria legislazione o politica, violassero i diritti umani di lesbiche e gay”.
L’Unione Europea guarda alla discriminazione contro individui transessuali quale forma di discriminazione sessuale. Tale principio fu stabilito dalla Corte di Giustizia nel 1996 durante il caso di P v S contro Consiglio di Cornwall, in cui fu proclamato che il licenziamento di un individuo a causa del sesso fosse contro la legge. (Caso C-13/94, P v S and Cornwall County Council [1996] ECR I-2143). "Discriminazione per identità di genere" è il termine usato generalmente per descrivere la discriminazione contro individui transessuali.
ORGANIZZAZIONE DEGLI STATI AMERICANI (OAS)
Il primo caso sui diritti umani e gli orientamenti sessuali nel sistema Inter-Americano, è quello di Marta Alvarez che consegnò una petizione contro la Columbia alla Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani (Velasquez Rodriguez v Honduras, 1998). Le fu negato il diritto di un trattamento eguale attraverso il rifiuto delle autorità della prigione colombiana di una visita dei suoi genitori poiché era lesbica. La legge colombiana afferma che le visite coniugali sono un diritto di tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
ORGANIZZAZIONE PER LA SICUREZZA E LA COOPERAZIONE IN EUROPA (OSCE)
L’ Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), è la più grande organizzazione per la sicurezza regionale nel mondo con 55 Stati associati provenienti dall’Europa, l’Asia Centrale ed il Nord America. L’OSCE fu creata nell’Atto Finale di Helsinki nel 1975 che conteneva una disposizione al "rispetto … diritti umani e principi di libertà, inclusa la libertà di pensiero, coscienza e religione e credo", come pure "eguaglianza nei diritti e auto - determinazione individuale".
L’Assemblea Parlamentare dell’OSCE, promosse una dichiarazione in Ottawa nel 1995, richiedendo agli stati membri di provvedere ad un’eguale protezione contro la discriminazione, in cui anche le tendenze sessuali ricoprivano un ruolo.
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Protezione Nazionale ed Agenzie di Servizio
La protezione nazionale per diverse tendenze sessuali, esiste in diversi stati, nella legge, ma è ancora lontana dall’essere accettata quale norma in tutto il mondo.
Diversi stati o province hanno diverse clausole nelle loro costituzioni che riguardano la protezione contro la discriminazione sessuale, come ad esempio in Sud Africa, Ecuador, alcuni stati in Australia, Canada e Brasile. Altri stati hanno delle leggi o articoli contro la discriminazione sessuale nel Codice Penale, come ad esempio Paesi Bassi e Romania. Le disposizioni contro la discriminazione, sono adottate di solito includendo le tendenze sessuali su un campo non discriminante, fin dall’inizio nelle bozze delle iniziative legali.
In pratica, l’implemento di provvedimenti anti discriminatori, dipende dal volere politico. Alcuni stati hanno creato delle agenzie pubbliche per investigare sulla discriminazione (sessuale) ed alcuni hanno iniziato delle azioni legali a favore delle vittime (Paesi Bassi, Svezia, Irlanda).
La Struttura Direttiva sull’Eguaglianza sul Lavoro dell’Unione Europea, è al momento solo uno strumento internazionale che obbliga i membri dell’EU e gli stati candidati all’associazione all’EU, ad implementare una politica anti discriminante a livello nazionale, basata, tra gli altri soggetti, anche sulle tendenze sessuali.
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Materiale per Attivisti, per l'Educazione e l'Informazione
Per attivisti
Making the Mountain Move: An Activist's Guide to How International Human Rights Mechanisms Can Work for You (International Gay and Lesbian Human Rights Commission) Questa è una guida per accedere ed usare i vari sistemi regionali e dell’UN sulla protezione dei diritti umani. Pone l’accento sui vari trattati dell’UN, i comitati di monitoraggio ed gli inviati speciali e procura informazioni sui sistemi sui diritti umani in Africa ed Inter-America, come pure parla dei vari corpi sui diritti umani in Europa. La guida è rivolta nello specifico per l’uso di avvocati che lavorano nella difesa dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT) e di individui che sono affetti da HIV/AIDS. È utile anche a tutti quelli che lavorano per i diritti umani.
Per insegnanti
A Guide to Effective Statewide Laws/Policies: Preventing Discrimination Against LGBT Students in K-12 Schools (Gay Lesbian and Straight Education Network) Questa guida è parte di un programma educativo per i giovani che hanno difficoltà a scuola nel ricevere un’educazione negli USA ed i loro avvocati. Il documento presenta delle considerazioni chiave legali e politiche, utili per gli avvocati che devono prendere delle decisioni riguardo le azioni da tenere a livello statale.
Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender Rights: A Human Rights Perspective (Dave Donahue) Questo curriculum è un ulteriore esame più sentito e un’azione più responsabile tra studenti delle scuole superiori riguardo soggetti quali LGBT. A differenza di altri curricula, tale discussione non è approcciata nell’ottica dei diritti politici e civili, quanto in un contesto molto più ampio. I diritti, come definiti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, includono tra gli altri, il diritto all’educazione, identità, sicurezza, assemblea, espressione, lavoro, salute e famiglia: tutti rilevanti alle discussioni che coinvolgono lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. Le attività in tale curriculum promuovono un’azione appropriata da associare alla riflessione e la discussione. Gli studenti devono assumersi la responsabilità per l’omofobia che causa abusi dei diritti umani.
What Must be Done to Achieve Equality? (Amnesty International - USA Educators' Network) In questa lezione, gli studenti considerano le responsabilità che gli altri individui hanno per se stessi e gli altri quando bisogna sforzarsi per abolire la discriminazione. Gli studenti esplorano l’importanza dei cambiamenti nella legislazione, negli atteggiamenti e nelle azioni da prendere per favorire l’uguaglianza.
Zero Indifference: A How-to Guide to Ending Name-Calling in Schools (Nancy Goldstein, GLSEN) Questa guida richiama casi legali ed etici, per arrestare i soprannomi usati a scuola ed è anche una guida pratica su come intervenire ed educare.
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Altre risorse
Collegamenti ad organizzazioni che sostengono ed educano sui diritti dei gay
Sondaggio Legale Mondiale [sondaggio sulla posizione legale per lesbiche, gay e transessuali] (a cura dell’Associazione Internazionale di Gay e Lesbiche, ILGA)
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